COL
MOORE
3525 m. - Aerea selletta nevosa ai piedi dello Sperone
della Brenva del Monte
Bianco. - Il nome venne proposto da John Percy Farrar; ricorda
l'alpinista inglese Adolphus Warburton
Moore
(1841-1887), primo
salitore dello Sperone
della Brenva, dello Jungfraujoch, della Brèche de la Meije,
del Col de Moming e Segretario dell'Alpine Club.
Il
Col
Moore 3525 m. punto di attacco per questa via e per le altre della parete,
si può raggiungere:
l) Dal Bivacco
della Fourche 3684 m. ( Alberico e Borgna,
) si scende per circa. 80 m. nel canale Sud-Ovest
o sulle rocce a destra al sottostante bacino superiore del Ghiacciaio della
Brenva. Si attraversa questo pianoro verso Sud (qualche crepaccio nella direzione di marcia). La crepacci a
che difende il breve pendio che porta al colle è spesso molto aperta e
difficile (l ora).
2)
Dal Rifugio-Bivacco
Ghiglione 3685 m. si scende al ghiacciaio per le rocce a destra del
canale Sud-Ovest del Col
du Trident. Con un giro sulla destra si incontra l'itinerario precedente (l
ora).
3)
Dal Bivacco
della Brenva 3060 m. si salgono le rocce e il dosso nevoso
soprastante e dalla sua sommità 3555 m. si piega a sinistra, per passare sotto
il Trident
de la Brenva e portarsi sul pianoro del ghiacciaio (crepacci), dove si
incontrano gli itinerari precedenti. (ore 2.30).
1865 - 14 luglio. La 1° ascensione del Col Moore è appannaggio dei britannici George Mathews, Adolphus Warburton Moore, Frank Walker, Horace Walker guidati da Jakob Anderegg e Melchior Anderegg nella loro grande impresa di salita al Monte Bianco per lo Sperone della Brenva (da Sud), superando senza ramponi, gradinando, pendenze vicine ai 60°. Adolphus Warburton Moore fu l’ideatore e l’animatore dell’impresa, infatti oggi lo sperone porta il suo nome; la salita è uno degli itinerari più classici ed eleganti dell’intera catena alpina. - Contrafforti Italiani - Massiccio del Monte Bianco.
1865 – 14/15 luglio. I
britannici George Mathews, Adolphus Warburton
Moore, Frank Walker, Horace Walker
guidati da Jakob Anderegg
e Melchior Anderegg
salgono al Monte
Bianco per lo Sperone
della Brenva, superando senza ramponi, gradinando, pendenze vicine
ai 60°. Adolphus
Warburton Moore fu l’ideatore e l’animatore dell’impresa, infatti oggi
lo sperone porta il suo nome; la salita è uno degli itinerari più classici ed
eleganti dell’intera catena alpina. Essi giunsero al Col Moore da
Sud, dopo aver bivaccato sulle rocce
dove ora si trova il Bivacco
della Brenva; alla fine dello sperone uscirono a destra, verso il Col
de la Brenva. - Bianco
- Versante della Brenva - Gruppo
del Monte Bianco - Massiccio del Monte Bianco.
1865 – 15 luglio. George Mathews, Adolphus Warburton Moore, Frank Walker, Horace Walker guidati da Jakob Anderegg e Melchior Anderegg, una guida assai forte sul ghiaccio, e realizzano la 1° traversata del Col de la Brenva nella loro salita al Monte Bianco per lo Sperone della Brenva. Essi giunsero al Col Moore da Sud, dopo aver bivaccato sulle rocce dove ora si trova il Bivacco della Brenva; alla fine dello sperone uscirono a destra, verso il Col de la Brenva e scese per il Corridor. - Gruppo Mont Maudit - Massiccio del Monte Bianco.
1870 - 15 luglio. William August Brevoot Coolidge con Christian Almer, Ulrich Almer e Christian Gertsch realizzarono la 1° ascensione dal bacino superiore del ghiacciaio della Brenva (Nord) del Col Moore. - Contrafforti Italiani - Massiccio del Monte Bianco.
1893 - 26 luglio. John Percy Farrar con Chistian Klucker e Daniele Maquignaz, realizzano la 4ª ascensione salendo per lo Sperone della Brenva alla vetta del Monte Bianco. Praticando una deviazione che in seguito sarà chiamata Variante Farrar. - Itinerario più facile e semplice e perciò più sbrigativo dell'originale, meglio percorribile al buio perché si svolge su neve. Nella parte iniziale è al riparo da cadute di sassi provocate da altre cordate sulla via originale.
Dal Col Moore si
attraversa nel versante Sud ai piedi
delle rocce per circa 100 m. scavalcando anche una costola, fino a un canale
nevoso che scende dallo sperone e ha origine tra la Punta 3873 m.
e la crestina di neve-ghiaccio. Lo si sale per metà, quindi si prosegue sui
pendii nevosi a sinistra (salendo) che portano sulla crestina suddetta. Dalla
metà del canale si può anche proseguire a destra su terreno misto, per prendere
la cresta ancora rocciosa dello sperone. - Bianco
- Versante della Brenva - Gruppo
del Monte Bianco - Massiccio del Monte Bianco.
1929 - 31 agosto. Alexander Graven e Gottfried Perren (guida) con Thomas Graham Brown e T.Y. Kagami, realizzarono la 1° ascensione della Punta Moore partendo dal Col Moore. Dal colle 3525 m si segue la cresta nevosa. Al primo salto roccioso si piega a destra, dove per una crestina si arriva sulla prima delle tre punte che costituiscono la lunga cresta sommitale. Per cresta al monolito verticale, che è la punta più alta. - Contrafforti Italiani - Massiccio del Monte Bianco.
1932 - luglio. Hermann Bratschko, Emil Rupilius, Karl Rupilius e Karl Schreiner, partiti dai Bivacchi della Fourche si raggiunge il Col Moore 3525 m. Dopo un primo pendio si attraversano a sinistra in lieve salita due canali, pendii di neve al margine inferiore delle rocce e un altro profondo canale, quindi si sale diritto su blocchi affioranti fino a un torrione monolitico di roccia rossastra: la Sentinella Rossa della Brenva, circa 3800 m. (ore 1.15 dal colle; alla sua base, sotto un lastrone, posto da bivacco al sicuro dalle scariche).
Salire a sinistra, scavalcando su
terreno misto la parte inferiore della Costola
Mummery e portandosi sul pendio nevoso del largo canale che in seguito
si dovrà attraversare (molto esposto alla caduta di ghiaccio). Salirlo presso
la costola, un po' al riparo, fino a un ripido salto roccioso. Da qui
attraversarlo verso sinistra per raggiungere a 4073 m. la crestina sotto uno
sperone di rocce rossastre detta Costola sinuosa. Scalare questa
costola prima sulla destra, poi presso la sua cresta; evitare a destra un
risalto di 40 m. e riprendere la cresta ghiacciata soprastante. Più a destra si
supera un tratto roccioso dirupato, l'escalier, e si raggiungono i pendii superiori di neve con affioramenti
rocciosi. Superarli, uscendo su un dosso nevoso a sinistra della barriera di
seracchi, circa 4570 m. Per i facili pendii terminali si sale alla cima del Monte
Bianco (ore 6; ore 8.30 dai bivacchi). - Bianco
- Versante della Brenva - Gruppo
del Monte Bianco - Massiccio del Monte Bianco.
1933 - 24 luglio. Alexander Graven e Alfred Aufdenblatten (guida) con Thomas Graham Brown e Michael Vyvyan effettuarono la 1° traversata del Col Moore da Nord a Sud. - Contrafforti Italiani - Massiccio del Monte Bianco.
1933 - 25 luglio. La cordata di Alexander Graven e Alfred Aufdenblatten (guida) con Thomas Graham Brown e Michael Vyvyan, dopo la traversata del Col Moore salirono anche la vetta della Punta Moore per la Cresta Sudest. Scalata interessante su roccia e misto in ambiente fantastico. La cresta ha un dislivello di circa 270 m. AD. - Contrafforti Italiani - Massiccio del Monte Bianco.
1937
- 24 luglio. Robert Gréloz e André Roch, realizzarono la 2ª ascensione del Monte
Bianco sulla parete della Brenva
per la via della Poire (Pera).
Dai Bivacchi
Ghiglione e della Fourche
si giunge al Col Moore 3525 m. Si attraversa prima
orizzontalmente, poi anche abbassandosi sotto canali di scarico e risalti
rocciosi, quindi risalendo su pendii con blocchi di ghiaccio fino a raggiungere
dalla destra a circa 3650 m. le rocce inferiori del contrafforte sotto la Pera.
Per queste rocce innevate (o per il pendio ghiacciato a destra) si sale alla
base della Pera,
circa 3900 m. (fin qui sempre molto pericoloso). Si arrampica su gradini e
brevi risalti, poi per 2 lunghezze in un canale-camino passando a destra di
pilastri affiancati. Si continua nel mezzo della Pera
su buona roccia (qui i primi salitori sono andati a destra), obliquando un po'
a sinistra. Si supera a destra per placche fessurate una gran placca con neve
visibile già dalla Fourche
della Brenva (III e IV), uscendo a un intaglio situato 30 m sotto la
cima del risalto: questi 30 m sono molto vicini al seracco di sinistra. Dopo
qualche metro a sinistra (fino a 5-6 m. dal seracco) si supera un breve muro
(IV) e verso destra (III e IV) si esce in cima alla Pera, 4196 m. Si prosegue su crestina e
neve, poi si scalano le rocce a sinistra dell’Aiguille de la Belle Etoile
(4354 m, salita nel 1933, 26 luglio dal
colletto a monte). Ancora per 100 m. su neve (possibilità di uscire a sinistra verso
la Cresta
di Peutérey) fino all'altezza dei seracchi a destra. Sopra
questi si prendono a destra facili pendii (salita lunga e faticosa) che portano
sulla cresta sommitale e quindi in vetta. - Bianco
- Versante della Brenva - Gruppo
del Monte Bianco - Massiccio del Monte Bianco.